I luoghi della memoria - Le storie, le persone, i sentieri

Scheda escursione

ASSOCIAZIONE ESCURSIONISTICA

“Gente in Aspromonte”

FEDERAZIONE ITALIANA ESCURSIONISMO

Domenica 28 Giugno

DAL PROGRAMMA ESCURSIONI 2009

"SUI SENTIERI DELLE PIETRE"

PAESI ARROCCATI

 

Alla riscoperta dei paesi arroccati e solitari dell’area grecanica che si ergono ancora a guardia di territori silenziosi ed impervi e di bellezza incomparabile. Roccaforte del Greco, Chorio di Roccaforte, Roghudi, Chorio di Roghudi, Caldaie del Latte, Rocca del Drago ed alla fine Bova Superiore.

ITINERARIO – PANORAMICO – STORICO IN LINEA

Possono partecipare gli escursionisti, i singoli sodalizi che si riconoscono negli scopi dell’associazione.

Raduno: ore 10.00 - Entrata Roccaforte del Greco

Partenza escursione: ore 10.15

Difficoltà: T - Turistico

Modalità di iscrizione:

L'iscrizione alle escursioni tramite il link presente in questa pagina e tramite e-mail è riservata esclusivamente ai soci. I simpatizzanti e coloro che ancora non sono iscritti all'associazione possono chiedere di partecipare alle iniziative, escursioni comprese, telefonando al numero 348.8134091 (non oltre  i due giorni antecedenti l'evento).

Descrizione dell'itinerario:

L’itinerario parte da Roccaforte del Greco, borgo arroccato su un monte alto 935 metri e, per tale motivo, anticamente denominato in lingua grecanica Vunì (monte): è uno dei comuni che rappresenta la comunità dei greci in Calabria e dove ancora si può sentire l’antico idioma.
La sua posizione elevata e la buona difendibilità dei suoi confini sono serviti da catalizzatore durante il periodo bizantino; infatti vi si sono stabilite diverse comunità monastiche, distribuite in vari monasteri di rito greco-ortodosso, rito che è continuato fino all’avvento del rito latino, che oltre a soppiantare il dogma religioso, ha sostituito il culto della SS. Trinità o Aghia Triadas con San Rocco, diventato patrono e protettore del paese.
Nel centro cittadino è possibile individuare l’antico nucleo abitativo con piccole e semplici case e la Chiesa di San Rocco, restaurata da qualche anno, dove si conserva una statua del XV secolo della Madonna con Bambino.
Dopo la visita del paese si torna al luogo del raduno e, riprese le auto, si effettuerà una breve sosta alla frazione di Chorio di Roccaforte, dove è possibile ammirare la chiesetta bizantina della famiglia Tripepi eretta intorno alla seconda metà del 1700.
Si prosegue poi per Roghudi, posto a 627 sul livello del mare: adagiato sul crinale di una collina che precipita verso il fondovalle, Roghudi è circondato da monti impenetrabili e continua a resistere all'ingiuria del tempo, messo quasi di guardia nel mezzo del torrente Amendolea.
Il borgo ha origini antiche ed ha fatto parte per lungo tempo delle comunità di lingua grecanica della Calabria; il suo nome in dialetto grecanico (Righùdi) significa “rupestre” con riferimento all’isolamento montano che la circonda.
Il grave terremoto del 1783 ha danneggiato seriamente il paese, che è stato abbandonato negli anni ‘70 in quanto dichiarato inagibile a seguito di eventi franosi ed alluvionali.
Roghudi è ormai un paese fantasma e la sua visita si presenta ricca di suggestione ed intrisa di particolare fascino.
Si prosegue poi per la frazione di Chorio di Roghudi (Chorìo tu Richudìu), ancora frequentato da poche persone ostinatamente ancorate alla pastorizia, divenuta una passione più che una professione, come legame tra la natura nelle sue forme più varie e l’uomo, sempre più assente in queste contrade abbandonate.
Superato Chorio di Roghudi si possono ammirare due formazioni geologiche naturali: ta vrastarùcia, che tradotto dal greco significa Caldaie del latte e la Rocca tu Dragu ovvero la Rocca del Drago. La prima, frutto degli agenti atmosferici nel corso dei secoli, è una formazione di piccole rocce sferiche affioranti dal terreno da un blocco unico di roccia friabile, mentre la seconda è una roccia di forma strana, quasi un dolmen di epoca preistorica, con tre cerchi scavati secondo un ordine misterioso: secondo la leggenda le piccole caldaie (caddareddhi) servivano al nutrimento del Drago, custode di un tesoro di inestimabile valore.
L’itinerario prosegue in direzione dei Campi di Bova fino a giungere ad un’area picnic dove verrà effettuata la sosta per il pranzo.
Nel pomeriggio si prosegue per Bova, il paese grecanico forse meglio conservato. Conosciuto con il nome greco di Vuna (bovile) o Vùa, il borgo si trova in una posizione difficilmente accessibile e quindi facilmente difendibile, così circondato da una montagna abbastanza spoglia di vegetazione dove l’immancabile ginestra tinge di giallo i pendii circostanti.
Il centro storico di Bova custodisce alcuni gioielli architettonici tra i quali spicca la Cattedrale di S. Maria dell’Isodia, di origine normanna e sorta su una precedente chiesa bizantina, dove si trova una Madonna marmorea cinquecentesca, statue lignee e tele del ‘700; tra le altre chiese da visitare il Santuario di S. Leo, con statua di S. Leo del 1582, e la Chiesa di Santa Caterina, con statua della Madonna della Visitazione del 1590. Nel centro storico è inoltre possibile ammirare alcuni palazzi nobiliari costruiti nel Settecento.
In posizione dominante sul borgo, raggiungibile attraverso le stradine ed i vicoli che si inerpicano verso la sommità del paese, sono visitabili i resti del Castello e la Torre Parcopia (X sec.), che faceva parte del sistema murario difensivo di Bova; da qui si può godere di un immenso panorama sulla costa jonica.

 

Nel corso del tempo

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  • 1999
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