I luoghi della memoria - Le storie, le persone, i sentieri

Scheda escursione

ASSOCIAZIONE ESCURSIONISTICA

“Gente in Aspromonte”

FEDERAZIONE ITALIANA ESCURSIONISMO

Domenica 13 Settembre

DAL PROGRAMMA ESCURSIONI 2009

"SUI SENTIERI DELLE PIETRE"

  STEMPATO

 

Un percorso interessante e di gradevole percorrenza caratterizzerà la ripresa dell’attività dopo la pausa estiva, in una stupenda valle incastonata tra il Santuario di Santo Nicodemo e la Guardia di Torre Cardito. Il territorio è ricco di fossili che impreziosiscono le pareti di arenaria che cadono a strapiombo, favorendo la formazione di  profondi solchi e grotte.

ITINERARIO NATURALISTICO – PANORAMICO AD ANELLO

Possono partecipare gli escursionisti, i singoli sodalizi che si riconoscono negli scopi dell’associazione.

Raduno: 9.30 Uscita galleria Limina - 9.45 Presso casa Fazzari

 

Partenza escursione: 10.00 

Come arrivare: Dalla S.G.C. Ionio-Tirreno, uscita della Limina.
TEMPO ORE:  5.0
DISLIVELLO: 880 s.l.m. - 620 s.l.m.  
DIFFICOLTA’:  E. Escursionistico
COMUNI INTERESSATI: Mammola
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Modalità di iscrizione:

L'iscrizione alle escursioni tramite il link presente in questa pagina e tramite e-mail è riservata esclusivamente ai soci. I simpatizzanti e coloro che ancora non sono iscritti all'associazione possono chiedere di partecipare alle iniziative, escursioni comprese, telefonando al numero 348.8134091 (non oltre  i due giorni antecedenti l'evento).

Descrizione del sentiero:
  Si parte dalla masseria Fazzari, la cui dimora è stata sapientemente ristrutturata conservando tratti espressivi della civiltà contadina; essa è posta sulla linea di displuvio dell’Aspromonte, tra il Torbido e lo Sciarapotamo, su uno dei terrazzi che sorvegliano dall’alto il lento defluire dei venti rivoli d’acqua tra i fossi ed i valloni che formano l’asta fluviale del fiume Torbido.
Da qui, tenendosi sulla destra, il sentiero costeggia il labbro della grande depressione dell’area dello “Stempato”. I faggi ed i lecci spesso lasciano spazio a prati e macchie d’arbusti impreziositi da rose d’inverno (elleboro) e da belladonna (il fitonimo di questa pianta allucinogena richiama all’uso che nel Rinascimento le donne di corte ne facevano per avere gli occhi lucidi ed essere attraenti e belle).
Proseguendo lungo il sentiero dopo 15 minuti si arriva al punto panoramico dello “Stempato”, centro d’osservazione su tutta la valle; avanzando in lieve discesa dopo pochi minuti si arriva alla portella dello “Stempato” dove troviamo due gruppi di faggi collegati fra loro da una spettacolare radice aerea e, letteralmente incastrati nell’arenaria, grossi esemplari di leccio e faggio.
Il viottolo è abbastanza battuto dal passaggio degli animali e ci consente di raggiungere la scaletta naturale di Aprile, che ci immette in una conca rivestita da un bosco di Ontani che fa da cornice alle alte pareti arenariche. Custodi queste ultime, come uno scrigno, di meravigliosi esemplari di conchiglie e coralli fossili, consentono all’escursionista un’immersione in una era molto antecedente alla nostra.
Si prosegue sul sentiero e dopo pochi minuti si raggiunge un altro pianoro dove svettano due monoliti chiamati “Pietre del Merlo”. Superato serro di Lucia si raggiunge una casetta in pietra, incastrata tra un leccio ed un ammasso d’arenaria, che richiama le antiche costruzione dei pastori.
Dopo pochi metri si arriva ad una vecchia sorgente (rifornimento d’acqua); costeggiando la parete a strapiombo e seguendo la traccia segnata dagli animali si arriva al vallone Dusso.
Superato il vallone, la vista spazia dagli ampi pianori sottostanti ai promontori arenarici a strapiombo, che creano calette naturali prevalentemente ricoperte d’ontani che danno ospitalità a diversi esemplari di rapaci.
Dopo un breve falso piano si giunge presso l’opera di presa dell’acquedotto di Mammola; proseguendo lungo una sterrata dopo pochi minuti si arriva alla contrada Cardito e dopo circa 300 metri di strada asfaltata in lieve salita, si arriva all’incrocio chiamato “La Gola”. Si svolta a sinistra e seguendo la traccia del metanodotto si sale sul Monte della Torre: il promontorio immerso tra lecci e faggi è particolarmente panoramico e suggestivo ed a pochi metri in direzione sud  verso la Limina è posta la Torre Cardito.
I resti di Torre Cardito attestano in modo inequivocabile il valore strategico e militare del sito da collegare all’importanza delle altre torri di guardia o d’avvistamento, sorte intorno al 1500, dislocate sulla linea che da Gioiosa Jonica risale la dorsale aspromontana verso la Limina (Torre Cavallaio o Cavaliere e Galea), quindi verso Cinquefrondi (Torre Alba) e le altre postazione della Tirrenica.
Proseguendo sulla cresta di Cardito dopo 20 minuti si arriva al punto di partenza.
 

Nel corso del tempo

  • 1996
  • 1997
  • 1998
  • 1999
  • 2000
  • 2001
  • 2002
  • 2003
  • 2004
  • 2005
  • 2006
  • 2007
  • 2008
  • 2009
  • 2010
  • 2011
  • 2012
  • 2013
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