I luoghi della memoria - Le storie, le persone, i sentieri

Scheda escursione

ASSOCIAZIONE ESCURSIONISTICA

“Gente in Aspromonte”

FEDERAZIONE ITALIANA ESCURSIONISMO

Domenica 1 Novembre

DAL PROGRAMMA ESCURSIONI 2009

"SUI SENTIERI DELLE PIETRE"

LE GRANDI PIETRE

 

Pochi itinerari rendono possibile l’abbinamento storia-cultura con la facilità con cui questo ce lo propone. Impegnativa escursione nei pressi di San Luca tra paesaggi emozionanti e qualche passaggio tra le rocce offrirà motivo di interesse naturalistico e paesaggistico.
Tra questi monumenti della natura  si percepisce il lento respiro della storia.

ITINERARIO NATURALISTICO – PANORAMICO – AD ANELLO

Possono partecipare gli escursionisti, i singoli sodalizi che si riconoscono negli scopi dell’associazione.

Raduno: 9.15 Bovalino Marina presso il Center Gross ( Smistamento dei partecipanti su poche macchine che saliranno a S.Luca).

Secondo raduno: 9.45 S.Luca - Piazza delle fontane

Partenza escursione: 10.15

Come arrivare: Statale 106 e poi provinciale per S.Luca (Km 11).


 

TEMPO ORE:  5.30
DISLIVELLO: 484 s.l.m. - 870 s.l.m.  
DIFFICOLTA’:  E.E. Escursionisti Esperti
COMUNI INTERESSATI: S. LUCA
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Modalità di iscrizione:

L'iscrizione alle escursioni tramite il link presente in questa pagina e tramite e-mail è riservata esclusivamente ai soci. I simpatizzanti e coloro che ancora non sono iscritti all'associazione possono chiedere di partecipare alle iniziative, escursioni comprese, telefonando al numero 348.8134091 (non oltre  i due giorni antecedenti l'evento).

Descrizione del sentiero:
L’escursione inizia nei “Piani di Palazzo” dove si avrà cura di parcheggiare le auto utilizzando i modesti spazi disponibili lungo la stradina di accesso al sito. Da lì, salendo, percorsi circa un centinaio di metri arriviamo alla fontana detta del “Ceramidiu”.
Questa rappresenta un testimonianza di un passato ormai lontano allorquando in quel luogo venivano prodotti manufatti ceramici (da cui il toponimo). Tegole e mattoni erano sicuramente gli articoli che andavano per la maggiore. Certo è che le costruzioni erette nella località San Giorgio, nei pressi di Pietra Cappa, sono state costruite con i mattoni e le tegole del “Ceramidiu”. Lo stesso dicasi per le costruzioni realizzate nelle vicine contrade.
Nella antica fontana del “Ceramidiu” ci si può rifornire d’acqua  e quindi proseguire lungo la pista che dopo qualche curva, procedendo sempre in salita, ci porterà sul “Piano del Ceramidiu”. Qui il panorama incomincia a farsi interessante: ampie vedute sulla sottostante vallata del Bonamico, le vicine Pietre di Febo, le ferite inferte dalle frane alle propaggini aspromontane offrono una vasta gamma di temi per interessanti scambi di vedute agli escursionisti.
Continuando a Salire, sul lato Sx è visibile uno stazzo in cui vengono allevate capre. Poco più in là, scendendo verso la località Manici, esisteva un antico stazzo i cui rifugi per il bestiame era realizzato con il metodo delle “terrate” notevole e tipico esempio di architettura pastorale locale. Superato lo stazzo ci inoltriamo nel querceto seguendo un antico sentiero che ci condurrà ad un passaggio che dal lato sud delle Pietre di Febo ci permetterà di raggiungere il versante opposto nonché la sommità delle stesse Pietre, nostra prima meta.
Giunti ai piedi della parete rocciosa, saliamo in corrispondenza della “sella” tra le pietre. Raggiunta la sommità della “sella”, la visuale non più limitata dalla poderosa presenza delle Pietre di Febo, può spaziare ora a 360°.  L’attenzione viene immancabilmente catturata dalle pietre: Cappa, Lunga e Castello.
Quest’ultima posta lungo la congiungente delle sommità delle pietre. Da qui in poi la panoramicità del percorso è una piacevole costante. La varietà del panorama è indescrivibile e bisogna proprio esserci per poter vivere le sensazioni che tale vista ci regala. Assaporata questa prima e abbondante dose di adrenalina, ci arrampichiamo, letteralmente, su per un passaggio su roccia che ci porterà dalla sella alla sommità di una delle tre pietre.
Superato l’ostacolo il percorso diventa agevole ed eccitante nello stesso tempo. Non capita tutti i giorni passeggiare sulla cresta di una formazione rocciosa, caratterizzata da una parete verticale di qualche centinaio di metri in un contesto ambientale uguale a se stesso fin dalla notte dei tempi, tra gigantesche opere d’arte che solo la natura può plasmare. Seguendo il sentiero, tra alti e bassi, giungiamo sulla Pietra di Febo propriamente detta.
Sparsi qua e là si possono notare i cocci dei manufatti prodotti nel “Ceramidiu”. Scavate nella roccia si possono ammirare delle cavità circolari realizzate dall’uomo. Superate le cime di Febo procediamo verso Pietra Castello. Il sentiero è ben visibile e poco dopo arriviamo all’ultimo ostacolo: i resti della cinta muraria (ne esistevano molte più a valle) che racchiudeva la fortezza di Pietra Castello.
Giunti sulla sommità, ormai invasa da lecci, si possono ammirare i resti delle costruzioni sparse per tutta l’area sommitale del modesto pianoro. Si raccomanda prudenza e attenzione ad ogni passo specie quando si andrà al belvedere posto nella fenditura orizzontale che interessa gran parte della circonferenza di P. Castello.
Terminata la visita, si ritorna sui propri passi per circa 15 minuti poi ci immettiamo nella pista che ci porterà, attraverso le Pietre di Gestrina, alla Collina di Carlo e quindi in prossimità di P. Lunga che vista dal basso appare in tutta la sua maestosa imponenza. Ritorniamo alla collina di Carlo e da qui, procedendo lungo la sterrata che ospita il tracciato dell’acquedotto, giungiamo al punto di partenza, nei “piani di Palazzo”
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Nel corso del tempo

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