I luoghi della memoria - Le storie, le persone, i sentieri

Scheda escursione

ASSOCIAZIONE ESCURSIONISTICA

“Gente in Aspromonte”

FEDERAZIONE ITALIANA ESCURSIONISMO

Domenica 29 Novembre

DAL PROGRAMMA ESCURSIONI 2009

"SUI SENTIERI DELLE PIETRE"

PASSO DI ROPOLA'

ITINERARIO NATURALISTICO – PANORAMICO – AD ANELLO

Possono partecipare gli escursionisti, i singoli sodalizi che si riconoscono negli scopi dell’associazione.

Raduno: 9,30 piazzale del Calvario di Gerace

Partenza escursione: 10,00

Come arrivare: Da Locri sud imboccare il bivio in direzione Gerace, a km. 13 loc. Passo di Ropolà

Avvertenze: Il raduno è alle 9,30 al piazzale del Calvario di Gerace, alle 9,40 si parte con le auto ed alle 10,00 comincia l’escursione. I tempi sono rigorosi perché è previsto che la colazione al sacco venga consumata alla fine dell’escursione, intorno alle 14,30, per non affrontare la salita piuttosto faticosa dopo il pasto. Maniche lunghe contro le spine dello sparzio e abbondante colazione.

TEMPO ORE:  4.30
DISLIVELLO: 454 s.l.m. - 147 s.l.m.  
DIFFICOLTA’:  E. Escursionistico
COMUNI INTERESSATI:  Gerace
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Modalità di iscrizione:

L'iscrizione alle escursioni tramite il link presente in questa pagina e tramite e-mail è riservata esclusivamente ai soci. I simpatizzanti e coloro che ancora non sono iscritti all'associazione possono chiedere di partecipare alle iniziative, escursioni comprese, telefonando al numero 348.8134091 (non oltre  i due giorni antecedenti l'evento).

Descrizione del sentiero:
Lasciate le auto lungo la statale 111 per Gioia Tauro, ci s’incammina all’interno dell’area forestale di Ropolà, possibilità di rifornirsi d’acqua, e si segue una traccia inizialmente asfaltata che conduce al centro di ripopolamento faunistico (oggi abbandonato). Raggiunta la sommità si svolta a destra per una sterrata che immette in un sentiero che affaccia sulla vallata del San Paolo con splendida vista verso Antonimina, Tre Arie e San Nicola e domina lo stretto del Dottorazzo e Pietra della Morte ( toponimo verosimilmente derivato da un evento luttuoso di origine naturale).
Il sentiero si snoda lambendo una sugheraia di fresco impianto e ci conduce a percorrere un impasto roccioso denominato “Cottonera”. Si parla di impasto perché  si tratta di  una mescolanza di detriti alluvionali compattati e strati di granitoide intermezzati da strati di calcare ed arenaria cementati da marne argillose che ne minano il destino. L’ambiente è gradevole e si tratta di una sorta di parco protetto a due passi da Gerace ed a 13 Km dalla costa ma poco conosciuto e frequentato quasi esclusivamente dai cercatori di funghi, da animali al pascolo e da … rari escursionisti. Fin quando la vegetazione si mantiene fitta predomina la sughera ed il leccio al diradarsi si ricopre di flora mediterranea molto rigogliosa. Il sentiero è agevole per tutta l’andata e si snoda per la maggior parte sul ciglio della roccia e sulle sponde di quello che era un bacino che in tempi lontani alimentava una vasta cascata, ne vedremo le erosioni sulla roccia, e nel momento in cui la pressione dell’acqua ha fatto cedere una sezione di roccia la furia devastante ha creato il largo letto della fiumara Gerace. Esso era alimentato dall’afflusso delle fiumare Grottelle e San Paolo e dal vallone Manganarìa. Dal punto di vista geologico, naturalistico e paesaggistico si tratta di una rarità poco conosciuta. Raggiunta la roccia su cui sono incisi i segni del deflusso delle acque a cascata, e che rappresenta uno dei luoghi più ameni della zona, nei pressi andremo a visitare una quercia da sughero tra le più considerevoli conosciute e che è l’unico esemplare residuo di un vasto bosco distrutto dagli incendi e dalle motoseghe. Da qui inizia la risalita su un terreno sconnesso ed il sentiero, quando c’è, è ricoperto di pietre precipitate per cui occorre fare molta attenzione ma la fatica è ripagata dai giochi e dai ricami della roccia erosa dagli agenti atmosferici, si raggiunge uno stretto pianoro dove è d’obbligo sostare per gustare la bellezza del luogo e del panorama. Il luogo conserva grotte che verosimilmente sono servite da ricovero per uomini e bestie e vi sono segni di muri a secco per il mantenimento del terreno indice di coltivazioni.
 
(Per chi volesse concludere con la visita a Gerace le ore serali a ridosso del tramonto presentano la città in una dimensione molto gradevole, i giochi di luce e la pace della sera producono un incanto che rasserena e fa riflettere) P.S. Vietato ai poveri di spirito!

Nel corso del tempo

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