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8 Novembre 2015

DAL PROGRAMMA ESCURSIONI 2015

"MULINI - FRANTOI - PALMENTI"

I MULINI DI SAN GIORGIO MORGETO

ITINERARIO NATURALISTICO - PANORAMICO AD ANELLO

A due passi dal centro abitato di San Giorgio Morgeto, immerso nel verde degli uliveti, una testimonianza ancora viva del passato e delle tradizioni, il vecchio mulino ad acqua ancora funzionante aggrappato al pendio che si specchia sulle acque del ruscello che lo alimenta. Il nostro percorso prosegue nel magico bosco di autunno fatto di silenzi, di colori caldi dalle diverse sfumature che, a tratti, una luce misteriosa rende evidente nel sottobosco pre-invernale. Sono questi i giorni più belli per risalire a piedi i ripidi pendii che dal fondovalle ci portano al castello.

RADUNO: ore 9.00 punto di incontro Olearia S.Giorgio. Sulla prov. che da Polistena porta a Cittanova nei pressi del ponte sulla fiumara Vacale.

PARTENZA ESCURSIONE: ore 09.30

DIFFICOLTA': E - Escursionistico

COMUNI INTERESSATI: San Giorgio Morgeto

mappaTEMPO: Ore 5.30

DISLIVELLO: 420 slm - 850 slm

Mappa

L'iscrizione alle escursioni tramite il link presente in questa pagina è riservata esclusivamente ai soci e deve essere effettuata entro le ore 24 del venerdì antecedente. I simpatizzanti e coloro che ancora non sono iscritti all'associazione (ospiti) non possono partecipare alle escursioni di tipologia E.E. (Escursionisti esperti). Per tutte le altre tipologia di escursioni si deve esibire la dichiarazione liberatoria. Per ogni ulteriore informazione, si prega di contattare il Direttivo oppure inviare una e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

COSA BISOGNA SAPERE

S.Giorgio Morgeto, incastonato sul declivio di un colle a sud/ovest di monte Cappellano, contornato dalle falde di altri monti che all’altipiano della Limina segnano il limite del territorio aspromontano. Questo antico e pittoresco Borgo fa da sfondo alla grande depressione geologica, anfiteatro naturale della piana di Gioia Tauro. La depressione geologica o bacino pliocenico (periodo compreso tra 12 milioni/600 mila di anni fa ) sembra si sia formata in seguito alle linee di frattura della valle del Mesima da una parte e dal promontorio di S.Elia/Palmi fino alla foce del Petrace dall’altra, secondo il Cortese la Conca della Piana sarebbe il punto d’incontro di tre grandi fratture o faglie.

La storia “ufficiale” vuole che S.Giorgio Morgeto sia stata fondata dal re Morgete intorno al 2349 a.C. Alcuni storici fanno supporre, invece, che nel XV sec. a C. una tribù proveniente dalla Mesopotamia (l’antica Ciro) i Celti-Kureti, fondarono Morgex nei pressi di Aosta e successivamente Morghetes in Calabria, ma che il luogo fosse abitato fin dalle epoche più remote sembra confermato dal ritrovamento, lungo le sponde del Jeropotamo, di un’ascia di pietra levigata che farebbe pensare ad un insediamento preistorico di epoca neolitica.

I segni di un primo insediamento urbano sono costituiti dai resti del castello sorto tra il IX e il X sec. Nel cuore del Borgo si trovano interessanti edifici di diverse epoche, tra cui gli splendidi palazzi nobiliari dai portali in pietra ed il complesso conventuale dei Padri Domenicani.

Al convento, fondato nel 1393, è annessa la chiesa dell’Annunziata al cui interno si conservano, oltre ad un prezioso altare in marmi policromi e pregiate paramenti sacri, una serie di statue lignee del XVIII sec. Citiamo, tra tutte, le statue della SS.Annunziata e di S.Domenico. Al centro della piazza si trova una fontana monumentale in granito del XV sec., rimaneggiata in stile barocco. S.Giorgio Morgeto è da tempo rinomata per la produzione di liquori e profumi ed olio d’oliva, nonché per la tradizionale lavorazione del legno di castagno.


 DESCRIZIONE SENTIERO

Dall’olearia S.Giorgio, posta a ridosso dell’asta fluviale della fiumara Vacale, inizia il tragitto che si snoda tra le contrade del territorio di questo importante Borgo della Piana di Gioia Tauro: Ricevuto, Ferraro, Giuseppina, Possessione, Lacchi, Convento, Runci, S.Marina, ”aTurri”, Bellaggio ed altri ancora i nomi che li distinguono. Sorte, probabilmente,come fondi ducali, oggi,la proprietà molto frantumata,ha quasi cancellato la destinazione agricola e produttiva originaria e numerosi villini sono la dimora delle famiglie che hanno ereditato i fondi agricoli. Residuano in questi luoghi testimonianze di un antico passato:i vecchi mulini, i frantoi, le gore e le altre canalizzazioni che iniziavano il loro lungo e tortuoso corso delle acque dal torrente Muscarà, dal Jerulli o dalla fiumara Vacale.

La lunga risalita verso il Convento, verso il nucleo dell’antico Borgo, sarà lenta e graduale qui e là numerosi saranno i particolari che diversificheranno i nostri interessi: un agrumeto di novellino ed un magnifico e monumentale esemplare di olivo ottobrarico già alla partenza; un’ imponente arcata in mattoni rosso smeraldo svetta solitaria lungo la pista in contrada Giuseppina; l’arrugginito binario della vecchia ferrovia Cinquefrondi-Gioia Tauro, oramai invaso da spine e sterpaglie, segna, invece, il confine verso la parte alta del torrente che conduce al Mulino Lacchi. Questa struttura, ancora attiva e funzionante, è il gioiello, la parte più nobile del nostro itinerario e rappresenta bene, ancora oggi, il complesso mondo del rapporto armonico che l’uomo dovrebbe intrattenere con l’ambiente per vivere, lavorare, produrre e rispettare la natura.

Seguendo il corso delle acque che alimentano l’antico mulino si prenderà la strada che, con un ulteriore sacrificio, ci porta verso le alture, il vicolo Muscarà è lo snodo finale che presto condurrà alle porte delle mura del Convento. La prossima meta sarà la conquista delle mura del Castello Normanno-Svevo attraverso il dedalo di vicoli che caratterizza il Borgo.

Il rientro, tutto in forte discesa, attraverso il sentiero che lambisce la chiesetta Melia, ci porterà verso “a Turri”, da qui, lungo la ferrovia sul suggestivo ponte sul Jerulli, alla tenuta del Duca dove alla fine è posto l’antico frantoio, quindi verso la contrada Ferraro dove termina il nostro percorso.

 

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