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6 Marzo 2016

DAL PROGRAMMA ESCURSIONI 2016

"RIFUGI E BIVACCHI... UNA PIACEVOLE SOSTA"

RIFUGI DI SAGUCCIO E PERIPOLI

ITINERARIO NATURALISTICO - PANORAMICO - STORICO AD ANELLO

Un interessante mezzo anello per entrare nella storia recente delle popolazioni che hanno vissuto per secoli in montagna. Un sentiero che sicuramente affascinerà chi ama i luoghi relativamente poco frequentati e i grandi spazi che inizianti dal rifugio di Peripoli conduce fino alla borgata abbandonata di Saguccio, abitato fino a qualche anno fa. Le poche abitazioni chiuse, ma frequentate saltuariamente dai legittimi proprietari, sono una testimonianza della dura vita di montagna che le genti affrontavano con la pazienza e la caparbietà tipica dei popoli aspromontani.

s trekkingRADUNO: ore 9.45 presso agriturismo Passaniti

COME ARRIVARE: Dalla Statale 106 all’altezza di Melito Porto Salvo presso la galleria imboccare la S. P. per Bagaladi. Al bivio subito prima del ponte di Bagaladi, proseguire in direzione San Lorenzo. Superata località S. Maria s’incontra il bivio Roccaforte e Agriturismo Passaniti. Da qui, dopo il raduno, tralasciando la direzione Roghudi – Roccaforte, si prosegue in auto verso il rifugio di Peripoli a Km.4 circa.

PARTENZA ESCURSIONE: ore 10.15

DIFFICOLTA': E - Escursionistico  -  TEMPO: Ore 5.30

COMUNI INTERESSATI: San Lorenzo - Bagaladi

mappaDISLIVELLO: 1035 slm - 875 slm

TRACCIATO 

L'iscrizione alle escursioni tramite il link presente in questa pagina è riservata esclusivamente ai soci e deve essere effettuata entro le ore 24 del venerdì antecedente. I simpatizzanti e coloro che ancora non sono iscritti all'associazione (ospiti) non possono partecipare alle escursioni di tipologia E.E. (Escursionisti esperti). Per tutte le altre tipologia di escursioni si deve esibire la dichiarazione liberatoria. Per ogni ulteriore informazione, si prega di contattare il Direttivo oppure inviare una e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

DESCRIZIONE SENTIERO

Dallo “scaluni di Peripoli” dove è ubicato l’omonimo rifugio lasciamo i mezzi di trasporto e proseguiamo a piedi seguendo la strada, inizialmente asfaltata e successivamente in terra battuta, fiancheggiata da un fitto bosco che offre la possibilità di ammirare nuclei naturali di querce e castagni dei quali alcuni di essi ridotti a scheletri dagli incendi. Lungo il percorso non mancano suggestive vedute sul crinale occidentale della frana Colella.    

Dopo aver percorso circa 3 Km giungiamo a monte Peripoli dove è stata costruita una chiesetta (La Madonna della Neve) circondata da un bosco di pino, oggi purtroppo, incenerito da un recente incendio.

La chiesetta in fase di restauro custodisce, caso più unico che raro, un’automobile donata dai fedeli di San Lorenzo al Sindaco per poter portare la statua della Madonna in processione.

Successivamente il Sindaco la fece murare, perché nessuno la potesse portare via, all’interno della chiesetta, in onore della Madonna di Peripoli la cui festa si celebra il 5 agosto di ogni anno.

Dopo una breve visita del posto proseguiamo sulla sterrata in direzione nord per circa 600 metri deviando poi, nei pressi di un traliccio, sulla sinistra e imbocchiamo, superato un cancelletto in legno, un sentiero inizialmente ben visibile ma che poi si perde nella fitta vegetazione arbustiva.

Noi, senza una via precisa, seguiamo i labili sentieri fatti dagli animali avendo cura di tenerci sempre sulla cresta del costone coperto da un intreccio di ginestra e rovi. Il nostro cammino ora diventa difficoltoso in quanto bisogna fidarsi dell’intuito poiché i sentieri sono poco visibili.

Dopo circa 50 minuti di cammino in questo groviglio di vegetazione, incrociamo una sterrata. Qui facciamo una breve sosta per il raggruppamento della comitiva dopo di chè seguiamo la sterrata in leggera discesa, ora agevole e priva di difficoltà. Lungo di essa si aprono scenari splendidi.

E’ un susseguirsi di declivi che scendono a valle sul letto della fiumara Tuccio, aprendosi come un sipario sul mar Ionio. L’armonioso scrosciare dell’acqua del sottostante torrente e il canto degli uccelletti accompagnano il nostro cammino.

Dopo una serie di curve raggiungiamo una prima abitazione da cui è possibile scorgere le misere case del borgo di Saguccio completamente abbandonato.

Facciamo rifornimento d’acqua presso la vecchia fontana, posta ai margine della sterrata, dove sgorga acqua cristallina che fluisce come l’onda dei ricordi di una terra dolce-amara.

In un silenzio che racchiude le emozioni torniamo sui nostri passi seguendo la sterrata, ora in salita, ma per nulla impegnativa in quanto una serie di tornanti la fanno apparire quasi pianeggiante.

Alla nostra destra la vista spazia sull’immensa vallata del Tuccio fino al mare scintillante dello Ionio e se alziamo lo sguardo sulle pendici, alla nostra sinistra, l’occhio può vedere gli scoscesi costoni con enormi detriti che vengono strappati alla montagna quando le piogge si fanno più violenti e non è raro vedere qualche capretta intenta a brucare inerpicata sui dirupi.

Lungo il nostro cammino incontriamo delle simpatiche sorgive e dei ruscelletti che insieme vanno a formare il torrente Tuccio, ma è tutta la zona ad essere ricca di acqua incorniciata da una visione mozzafiato che il buon Dio a voluto regalare a questo splendido territorio grecanico, povero di speranza, ma ricco di storia.

Presso una di queste sorgive (la cui fantasia popolare ha dato nomi singolari “Persicìa, Cuccu, Rubini, Quarantapani”) facciamo una breve sosta per consumare la colazione a sacco per poi proseguire fino a incrociare un’area pic-nic dove lasciamo la sterrata e deviando alla nostra sinistra, seguiamo un sentierino che inerpicandosi per circa 100 metri, ci conduce al punto di partenza.

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