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17 Luglio 2016

DAL PROGRAMMA ESCURSIONI 2016

"RIFUGI E BIVACCHI... UNA PIACEVOLE SOSTA"

RIFUGI E BIVACCHI DI CIPPO GARIBALDI

ITINERARIO NATURALISTICO - PANORAMICO - STORICO AD ANELLO

Nel luogo storico dove Giuseppe Garibaldi fu ferito inizia il sentiero che porta al Laghetto Rumia. Nel fitto bosco di pini, abeti e querce, si trova anche un piccolo mausoleo con foto e reperti dell’eroica impresa garibaldina. Tre rifugi, un passo e un lago, fanno di questa gita un itinerario  adatto a tutti e permette di immergersi nella natura e nella storia di questo territorio. Una breve sosta all'Acqua del Monaco, prima di riprendere il sentiero che ci porta al rifugio Scifrà.

s trekkingRADUNO: ore 9.45 lago Rumia

N.B. Gli autisti una volta lasciati i passeggeri al lago Rumia dovranno trasferire le auto al Cippo Garibaldi, dove si concluderà l’escursione, percorrendo la SS. 183 in direzione S. Eufemia d’Aspromonte per circa 2.5 km.

PARTENZA ESCURSIONE: ore 10.15

DIFFICOLTA': E - Escursionistico  -  TEMPO: Ore 5.30

COMUNI INTERESSATI: San Roberto - Sinopoli - Sant'Eufemia

mappaDISLIVELLO: 1260 slm - 1500 slm

TRACCIATO 

Come arrivare: per chi proviene dalla zona tirrenica, attraverso gli svincoli autostradali di Bagnara, Scilla o Villa San Giovanni con direzione Gambarie d’Aspromonte ovvero attraverso la strada che collega Delianova a Gambarie. Per chi proviene dalla zona ionica, da qualsiasi strada che porti a Gambarie (da qui, in direzione nord, il laghetto Rumia dista circa 4 Km).

L'iscrizione alle escursioni tramite il link presente in questa pagina è riservata esclusivamente ai soci e deve essere effettuata entro le ore 24 del venerdì antecedente. I simpatizzanti e coloro che ancora non sono iscritti all'associazione (ospiti) non possono partecipare alle escursioni di tipologia E.E. (Escursionisti esperti). Per tutte le altre tipologia di escursioni si deve esibire la dichiarazione liberatoria. Per ogni ulteriore informazione, si prega di contattare il Direttivo oppure inviare una e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

COSA BISOGNA SAPERE

Il 29 agosto 1862 viene definito “Giornata dell’Aspromonte”, perché in quella giornata l’esercito regio fermò il tentativo di Garibaldi e dei suoi volontari  di raggiungere Roma e scacciare Pio IX.

Il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele II divenne re d’Italia quando ancora il Regno non includeva Roma e Venezia. Tale situazione costituiva una fonte costante di tensione per la politica interna ed estera italiana in quanto nella seduta del Parlamento del 27 marzo 1861 Roma era stata proclamata capitale del regno d’Italia dopo un vibrante e convincente discorso di Cavour eciò trovava la ferma opposizione dello Stato Pontificio di papa Pio IX che vedeva minacciato il potere temporale e di conseguenza la garanzia del libero esercizio dell’azione spirituale.

Garibaldi giunto in Sicilia da Caprera il 27 giugno 1862, cominciò a saggiare gli umori dell’opinione pubblica siciliana, come nell'occasione del famoso discorso del 15 luglio contro Napoleone III.

Dopo un breve periodo di indecisione, il governo italiano guidato da Urbano Rattazzi si schierò contro l’iniziativa garibaldina di creare nel Mezzogiorno un movimento armato che, imitando la spedizione dei Mille, avrebbe dovuto portare alla liberazione di Roma. L’esercito piemontese si scontrò con i garibaldini, dopo che gli irregolari erano sbarcati in Calabria tra Melito e Capo d’Armi il 25 agosto 1862 e bombardati da una corazzata e datruppe regolari ripararono verso il massiccio dell’Aspromonte ,dove la sera del 28 agostosi fermarono in una zona a pochi chilometri da Gambarie nel comune di Sant’Eufemia d’Aspromonte. Durante lo scontro il generale corse di fronte alla propria linea e ordinò ai suoi uomini di cessare il fuoco: mentre si accingeva a fermare la sparatoria veniva ferito all’anca e al malleolo da due proiettili di carabina. Garibaldi fu appoggiato a un pino e gli vennero portati i primi soccorsi, successivamente venne fatto prigioniero dal Regio esercito.
A Sant’Eufemia d’Aspromonte, nel luogo in cui si svolse la sparatoria tra l'esercito e i garibaldini, si trova ancora il cippo dove Garibaldi fu appoggiato dopo essere stato ferito alla gamba, una lapide commemorativadei fatti del 29 agosto 1862 e un mausoleo.
Nel Museo del Risorgimento al Vittoriano, a Roma, è conservata una teca che contiene vari cimeli appartenuti al generale, nella quale sono conservate tra l'altro le due pallottole che lo ferirono.

 

 DESCRIZIONE SENTIERO

Il laghetto Rumia, luogo da cui avrà inizio l’escursione, è un piccolo lago artificiale situato nel territorio del comune di S.Roberto in località Pidema ad una quota di circa 1.315 s.l.m., a circa mt.100 in direzione nord dalla confluenza delle strade che provengono da Delianuova, Villa San Giovanni e Gambarie.  Il lago è attrezzato per la pesca della trota fario e iridea e della comune carpa, ed è una conosciuta meta escursionistica.  Incastonato come un lucente smeraldo nella vegetazione, è circondato da boschi di faggio, dove è possibile incontrare lo scoiattolo nero, nonché dalle profumatissime e colorate ginestre dei “carbunari”.

Il percorso si snoda quasi sempre all’ombra all’interno di un lussureggiante bosco costituito in maggior parte da rigogliosi faggi. Dopo avere costeggiato il lago per qualche centinaio di metri si supera un gruppo di case di vacanza e si imbocca la pista a destra che in pochi minuti porta al rifugio forestale Pidima attualmente dato in concessione al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, dopo una breve visita si torna indietro e continuando diritto si imbocca la pista Nino Martino.

Dopo circa 15 minuti si supera il confine tra i comuni di Scilla e S. Eufemia d’Aspromonte e con una breve deviazione si arriva alle “Case Versaci”, le case che nei decenni trascorsi costituivano le residenze dei tagliaboschi dell’Azienda Versaci. Dopo una visita al luogo si riprende la pista principale, si supera la fiumara di Quarti, poi il ponticello sul vallone di Vadi fino a raggiungere i “Piani di Vadi” (Piani delle valli); proseguendo si imbocca la “pista dell’acqua del monaco” e dopo circa 20 minuti di cammino in leggera salita si arriva alla “Fontana del monaco” dove è possibile rinfrescarsi e fare rifornimento di acqua.

Procedendo lungo la pista si raggiunge il Piano dell’acqua del monaco e continuando si supera prima il vallone Masicello poi il vallone Mercante fino ad arrivare al passo del mercante. Imboccando il sentiero a sinistra in discesa si raggiunge l’incrocio Ponte Albara (a destra) -Passo delle due fiumare (a sinistra) – Cippo Garibaldi (al centro), si prende quest’ultimo sentiero e dopo circa 20 minuti si arriva alla fontana di Gurna; proseguendo si supera il torrente Scifrà e dopo circa 20 minuti si arriva al rifugio Scifrà (breve visita) e continuando, dopo 30 minuti si arriva al Cippo Garibaldi

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