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5 Novembre 2017

DAL PROGRAMMA ESCURSIONI 2017

"I QUATTRO ELEMENTI DELLA NATURA"

Un Grande Sentiero lungo il Piano Stoccato

Itinerario Naturalistico Paesaggistico ad Anello

  

RADUNO: ore 9.00 presso il Crocefisso dello Zillastro

PARTENZA ESCURSIONE: ore 9.30

DIFFICOLTA': E - Escursionistico  -  TEMPO: Ore 5.00  -  RIFORNIMENTO ACQUA: SI

DISLIVELLO: 1195 mt s.l.m. - 1220 mt s.l.m.

COMUNI INTERESSATI: Oppido M. - Platì           Località: Crocefisso Zilastro

mappa

<-TRACCIATO

L'iscrizione alle escursioni tramite il link presente in questa pagina è riservata esclusivamente ai soci e deve essere effettuata entro le ore 24 del venerdì antecedente. I simpatizzanti e coloro che ancora non sono iscritti all'associazione (ospiti) non possono partecipare alle escursioni di tipologia E.E. (Escursionisti esperti). Per tutte le altre tipologia di escursioni si deve esibire la dichiarazione liberatoria. Per ogni ulteriore informazione, si prega di contattare il Direttivo oppure inviare una e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

COSA BISOGNA SAPERE: in occasione di questa facile escursione, adatta a tutti, Gente in Aspromonte ha organizzato un momento di convivialità per gustare, nella pausa pranzo, la profumatissima pagnotta di grano Jermano, condita con olio novello, origano e peperoncino, e accompagnata da buon vino novello a volontà.

E' previsto pertanto un contributo di euro 5,00 a persona per tutti i partecipanti all'escursione, e alla fine dell’escursione verrà anche consegnato una pagnottina di pane da portar via.


DESCRIZIONE SENTIERO

Il sentiero si snoda agevole lungo quella che può a ragione essere considerata la cesura naturale tra le due anime dell’Aspromonte, quella bucolica e selvosa del rilievo maggiore e l’altra, tormentata e selvaggia delle bassure collinari.

Infatti esso procede tra alcuni pianalti d’Aspromonte, detti localmente piani o campi (Piano Stoccato, P. Zillastro, P. di Zervò), veri e propri terrazzi marini, testimoni della lunga storia geologica del nostro Aspromonte, l’origine dei quali è da ricercarsi nel periodico sollevamento del terreno, nel sedimentarsi dei materiali litici provenienti dai rilievi soprastanti e nell’azione erosiva e spianatrice del moto ondoso.

Ma pianalti d’Aspromonte non significa certo uniformità ed omogeneità di paesaggio in quanto, nel percorrere il sentiero, si è progressivamente permeati come da un senso di inquietudine; assai raramente infatti è dato di contemplare lembi di territorio che si presentino come un insieme omogeneo e coerente.

Affiorano tutti i motivi di fondo di quella precarietà di condizioni naturali ed umane di cui è intessuto ogni lembo del difficile ed indocile territorio del nostro Aspromonte.

Il sentiero rappresenta la cerniera ideale che unisce due mondi, pur tanto dissimili ma coesistenti in un ristretto ambito geografico: il Versante Orientale e quello Occidentale dell’Aspromonte. Infatti risultano ben evidenti le diversità geo-morfologico-ambientali tra tali versanti; nel Versante Orientale i lineamenti topografici risultano estremamente complicati dall’intreccio di solchi, vallate, dorsali, montagne disposti senza una evidente direttrice unitaria, quasi fossero stati disseminati a caso; non si riconosce una successione ordinata tra pianura, collina e montagna come invece accade nel Versante Occidentale, impostato al contrario su una topografia più dolce nelle sue linee, con le grandiose selve di olivi secolari che tappezzano l’intero agro tra Rosarno, Polistena, Taurianova e la costa tirrenica. Alla tormentata topografia del Versante Orientale contribuiscono in modo determinante le fiumare, con i loro letti ingombri di biancheggianti ghiaioni, ampi a dismisura rispetto alla portata dei periodi di magra o improvvisamente costrette e costipate in gole selvagge o serrate e avviluppate da ripide e boscose pendici.

Nel primo tratto di sentiero, lungo il crinale rivolto verso EST, lo sguardo spazia verso il basso litorale ionico su distese non uniformi di boschi, interrotti qua e la da piccoli campi coltivati e dal bianco coagulo delle case dei paesi su cui incombe la mole della chiesa e talvolta del castello, sui solchi caoticamente franosi delle fiumare ed i nastri stradali tortuosi e sconnessi oltre misura che salgono verso monte.

Parcheggiate le auto nell’ampio piazzale di fronte all’ex presidio dei NAPS, una volta rifornitisi di acqua alla vicina fontana, si procede per qualche centinaio di metri lungo la strada asfaltata, fino a giungere all’area picnic di Piano Stoccato. Si procede a sn. della strada asfaltata, prima sotto una rada faggeta e poi sotto una fitta pineta, fino a giungere ad una piccola radura dove il Comune di Oppido ha eretto una stele in memoria dei paracaduti della Nembo, divisione del Regio Esercito, caduti l’8 settembre del 1943 contro le forze inglesi nell’unica battaglia sostenuta sul suolo calabrese. Usciti dalla pineta, si raggiunge il Crocefisso Zillastro (agrifoglio), posto nel punto in cui s’incontrano la strada ora impercorribile che sale da Platì e quella che viene da Bagnara.

Dal Crocefisso si ritorna indietro per circa 100 metri sulla strada che scende a Platì e si devia poi a dx, immettendosi su un sentiero che procede prima in leggera salita e poi in piano, fino a giungere ad un capanno in legno e lamiere; si devia poi leggermente a sn. fino a raggiungere una radura; il sentiero continua poi agevole lungo il crinale e conduce ad un ricovero per animali in lamiere con un ampio pianoro panoramico. Il sentiero procede, sempre lungo il crinale, prima in piano e poi in leggera salita, snodandosi tra un alternarsi di pinete e radure assolate puntellate da basse eriche, consentendo sempre di godere di un ampio panorama verso Sud-Est, fino a condurre ad una casetta in blocchi di cemento. Si procede agevolmente per circa 600 metri attraverso la pineta e poi, lambendo una recinzione, si supera un avvallamento puntellato da piante di farnetto, per immettersi infine in una rada faggeta, lungo una pista carrabile che segue il crinale, fino a giungere ad un bivio dove occorre deviare sulla carrabile che procede a sn. Il sentiero poi si snoda attraverso la faggeta in facili saliscendi, fiancheggia una fossa per il ghiaccio, per poi deviare a dx. all’altezza di un’area di picnic, fino a giungere alla Fontana dell’Abete.

Dalla Fontana dell’Abete si procede lungo la strada asfaltata in leggera salita e, dopo circa 100 metri, ci si immette sulla pista a dx, che continua in discesa tra alti abeti, per poi deviare a dx, lungo la carrabile. Si segue poi in discesa il sentiero contrassegnato con bandierine rosso-bianco-rosso che costeggia la recinzione dei campi coltivati di una cooperativa agricola di Oppido, tra faggi maestosi ed imponenti. Il sentiero continua attraverso un’area scoperta, lungo una carrabile delimitata dalle recinzioni di alcuni campi a rimboschimento sperimentale, per poi immettersi nuovamente tra gli abeti, seguendo la sterrata che conduce alla Fontana del Conte. Successivamente si segue la sterrata che procede agevole tra faggi ed abeti rossi che poi, costeggiando la recinzione di un campo coltivato, conduce ad un quadrivio; ci si immette nella strada in discesa che, superato un cancello in ferro, conduce allo stabilimento della Fontedoro. Si segue infine la strada asfaltata che dallo stabilimento della Fontedoro, procedendo prima in discesa e poi in salita, conduce a Piano Stoccato ed all’ex presidio NAPS, punto di partenza dell’escursione. 

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